Un Viaggio Suggestivo

4° Tratta Un Viaggio Suggestivo

UN VIAGGIO SUGGESTIVO, ATTRAVERSO I PARCHI DELL’ALTO LAZIO PERCORRENDO L’ANTICA VIA FRANCIGENA, TECNICO DI RIFERIMENTO: GIAMPIETRO MAGAGNINI cell. 339.1587078

Mail: gpt.magagnini@libero.it

Collaboratori: Simone Magagnini, Augusto Casini, Luca Palombo

Pranzi: degustazione piatti con prodotti tipici

Trasporto bagagli: a cura dell’organizzazione

COME RAGGIUNGERCI: A.S.D. EQUESTRE CAINO – Canale Monterano (RM) l’associazione è segnata su Google map come A.S.D.E.Caino

Latitudine : 42.136898 (nord 42°8′ 12834″)  Longitudine : 12.10239 ( est 12° 6′ 8603″ )

DA NORD: Viterbo – 50 km

Proseguire per Vetralla sulla S.R. 2, attraversare Vico Matrino e proseguire in direzione Vejano S.S493, attraversare Oriolo Romano in  direzione  Manziana, proseguire per Canale Monterano SP3A,proseguire in direzione Tolfa per circa 4 Km.

DA SUD : Roma est – 50Km

Prendere la via Cassia Veientana (Cassia bis), uscire a Cesano- Bracciano,da Cesano proseguire in via della stazione di Cesano,prendere Via Braccianese ss 493 direzione Bracciano, proseguire per Manziana, prendere la SP3A direzione Canale Monterano,proseguire direzione Tolfa per 4 Km

PRIMA TRATTA: CANALE MONTERANO – MONTEROSI KM 27,00

Partenza: ore 09,00 Arrivo: ore 18:00

Dislivelli: zona collinare con quote che vanno dai 300m.slm a 500m.slm  E’ possibile in bivacco in tenda

Riportiamo di seguito una breve informativa sui  punti di maggior interesse

LA RISERVA DI CANALE MONTERANO

La Riserva Naturale Monterano, istituita nel 1988, tutela uno degli angoli più rappresentativi ed intatti della Tuscia Romana, tra i Monti della Tolfa e i Monti Sabatini, tutelati da un’altra area protetta.

La Riserva Naturale, oggi meta di migliaia di visitatori provenienti da tutta Italia e dall’Europa (attratti dai suoi paesaggi naturali e dalle rovine dell’antica Monterano in cui sono stati ambientati decine di film), dopo un ampliamento dei suoi confini nel 1993, copre oggi poco più di 1.000 ettari di terreno, che custodiscono una grande varietà di ambienti ed una esuberante biodiversità.

Boschi collinari, forre vulcaniche con vegetazione tipica e felci rarissime, prato- pascoli con la loro tipica flora e fauna; il tutto attraversato da un corso d’acqua, il Fiume Mignone, incluso nei Siti di Interesse Comunitario che costituiscono patrimonio dell’intera Unione Europea nell’ambito della Rete Natura 2000.

Di grande interesse storico-archeologico, ma anche fonte di continue suggestioni panoramiche, la città “morta” di Monterano, con il suo palazzo ducale, l’acquedotto su ardite arcate, la splendida fontana berniniana del leone, il Convento di S. Bonaventura e il tessuto di edifici minori che spesso affondano le loro radici su antiche preesistenze etrusche. Oggi questo ricco patrimonio culturale, grazie alla presenza dell’area protetta, è oggetto di accurati restauri conservativi che contrastano l’incessante opera demolitrice del tempo.

Visitare la Riserva Naturale Monterano significa immergersi in un viaggio nel tempo: tempo dell’uomo con le sue vicende antiche di oltre 3.000 anni, ma anche i tempi molto più lunghi della Natura, che ha modellato questo paesaggio straordinario. Una visita che va fatta prendendosi il tempo dovuto, con calma, soffermandosi sugli spettacolari paesaggi ma anche su piccoli particolari: il volo di una libellula sull’acqua, il gorgogliare di una polla di acqua sulfurea nascosta nella vegetazione, il passaggio furtivo di un picchio o la ricerca, osservando il cielo soprattutto dopo il levarsi del vento, dei grandi rapaci in volo.

Riserva Naturale Monterano

LA FAGGETA

Un parco immerso nel verde… La faggeta di Oriolo Romano è assai particolare per la bassa altitudine a cui cresce. Si trova infatti a soli 450 metri sul livello del mare ed è un esempio rarissimo del microclima che si viene a creare, grazie anche alle emissioni termali della zona.

LA FAGGETA

PARCO DI BRACCIANO E MARTIGNANO

Il parco ben rappresenta il tipico paesaggio vulcanico che si estende su gran parte della fascia collinare a nord della Capitale. A cavallo delle province di Roma e Viterbo, comprende i due omonimi laghi – la cui superficie con seimila ettari complessivi copre da sola circa il 40% del parco – e la campagna adiacente. Quello di Bracciano, di gran lunga il più esteso, costituisce una riserva d’acqua di grande importanza per la città di Roma che se ne avvale in occasione di ogni emergenza .La cintura di colline che circonda le sponde arricchisce la varietà del parco.Pascoli e coltivi disegnano una campagna ancora a misura d’uomo, in particolare in alcuni settori dell’area protetta come alla tenuta di Vicarello.

Seconda tratta : – monterosi – sacrofano km 25,00

Partenza : ore 09,00 arrivo : ore 18:00 dislivelli zona collinare. E’ possibile in bivacco in tenda Monterosi

Monterosi è un piccolo borgo situato nell’Alto Lazio, sui dolci rilievi del Monte Lucchetti, ai confini con la Tuscia. Monterosi si trova sulla antica consolare Cassia, all’altezza del Km 40, sui dolci rilievi dell’Alto Lazio; è un piccolo borgo, che si sviluppa ai piedi della collina di Monte Lucchetti, in prossimità del lago vulcanico di Monterosi.

Monterosi

IL FASCINO DELLE CASCATE DI  MONTE GELATO, PARCO REGIONALE DELLA VALLE DEL TREJA

Uno dei luoghi storici più significativi e suggestivi della Valle del Treja, un fiume che scorre integralmente nel Lazio, nascendo dai Monti Cimini, bagnando le province di Viterbo e Roma e terminando il suo corso, lungo 38 chilometri, confluendo nel Tevere. Proprio al Monte Gelato, nel territorio comunale di Mazzano Romano, il corso del fiume si incassa in una stretta valle, ricca di vegetazione ed angoli assai suggestivi, formando anche le famose cascate  naturali che donano un po’ di refrigerio ai tanti visitatori domenicali in estate.

Situate all’interno del Parco regionale della Valle del Treja, le Cascate di Monte Gelato, immerse nella natura, si trovano in un luogo ricco di storia poichà le prime tracce significative del popolamento dell’area, dopo una lunga frequentazione preistorica, appartengono ad una villa del I secolo a.C, durante il periodo dell’Impero di Augusto.

VALLE DEL SORBO

Le valli del Sorbo offrono un paesaggio naturale di particolare suggestione. Per il loro valore naturalistico ed ambientale la Comunità Europea le ha inserite tra i Siti d’Importanza Comunitaria che godono di una particolare tutela.  Si tratta di un ambiente caratterizzato dai valloni tufacei tipici della Campagna Romana, attraversato dal fiume Crèmera, dove bovini e cavalli pascolano allo stato brado.

VALLE DEL SORBO

SACROFANO

Il comune fa parte del Parco Regionale di Veio. Nel territorio confinante con il Comune di Formello e il Comune di Roma si estende un’ampia area a bosco vergine, chiamata “Macchia di Sacrofano“, che include la collina di Monte Musino, dalla quale si dipartono acquedotti in cunicolo etruschi che alimentavano l’antica città di Veio presso Isola Farnese

TERZA TRATTA : – SACROFANO – ROMA (TOR DI QUINTO) KM 23,00

Partenza : ore 09,00 Arrivo : ore 16:00 PARCO DI VEJO

l Parco Naturale Regionale di Veio, con i suoi 14.984 ettari, è il quarto parco per estensione del Lazio ed è stato istituito alla fine degli Anni ’90. Si estende a nord di Roma tra la via Flaminia e la via Cassia e comprende il cosiddetto Agro Veientano, in un territorio dove le componenti naturalistiche e storico-culturali si fondono in un paesaggio di particolare valore.

Parco di Vejo

ISOLA FARNESE

 Lungo la strada che ci conduce verso il Borgo di Isola Farnese, saltano da principio agli occhi grandi camere quadrate tagliate nella roccia. Esse sono le abitazioni e le stalle di quanti nel periodo medievale abitavano sotto la protezione del castello. Spesso in tufo, esterne alla cinta muraria, formavano il villaggio di Borgo di Isola Farnese. Separato da queste abitazioni per mezzo di un fossato artificiale e da un ponte levatoio, al borgo vero e proprio si accedeva attraverso un arco posto all’ingresso dove lo stemma cardinalizio con i gigli dei Farnese ed i caratteri architettonici del XVI secolo, svettava in alto.

TOR DI QUINTO: L’Ippodromo Militare di Tor di Quinto, 32 ettari di verde incontaminato

Tor Di Quinto

 

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